Castello di Montebello

Di un antico castello distrutto attorno all’anno Mille parla solo lo storico vicentino Pagliarino, ma di esso non c’è alcuna traccia. Cosa certa è che Verona mirò sempre a portare i suoi confini al torrente Guà, che in antico scorreva a Montebello unito al torrente Chiampo. Quando Ottone I ricostituì il comitato padovano, nominò conte di Padova e Vicenza il figlio del doge Pietro III Candiano (931-959) Vitale Ugo, già morto nel 1015. Dei suoi tre figli, Uberto, Manfredo e Imelda, troviamo a Montebello, già nel 1028, Manfredo che è chiamato “de Montebello”.

Per difendere il comitato vicentino dall’espansionismo veronese i conti eressero due castelli, a Montecchia e a Montebello. Quindi è lecito pensare che la rocca di Montebello abbia origine attorno all’anno 1028 ad opera proprio dei conti di Padova e Vicenza, appellati poi Maltraverso.
Nel 1076 il conte Ugo-Ugizzone vende al fratello Uberto, chierico vicentino, beni dentro e fuori dai due precitati castelli, che quindi erano già esistenti.
Nel 1239 il castello di Montebello appartiene al conte Pietro, nemico di Ezzelino III e dell’imperatore Federico II. Questi è un “da Carturo”, ramo della famiglia dei Maltraverso, che possedeva Carturo e Montebello.

1259, Pietro nomina erede dei suoi beni di Montebello il nipote Ugucione da Carturo.

Nel 1265 avviene la vendita di metà rocca al Comune di Vicenza da parte di Guidone da Lozzo, altro ramo dei Maltraverso, e successivamente, prima del 1268, dell’altra metà da parte dei “da Carturo”: videlicet de medietate pro indiviso tocius montis et castri sive castellaris volte et cincte ipsius montis et castri de Montebello. (ovvero della metà, senza fare la divisione, di tutto il monte e del castello ovvero castelliere, delle volte e recinzioni dello stesso monte e castello di Montebello.) Così sembra che il monte fosse cinto da una difesa più estesa del castello e di cui sono state trovate tracce negli ultimi lavori di sistemazione del castello.

1268, 30 ottobre. Corrado de Accele, assessore del podestà padovano di Vicenza Lanfrancesco de Guarnerini, fa versare al notaio Bongiovanni il salario per i 69 giorni passati a Montebello a sovrintendere ai lavori fatti sul castello “domos spinatas et bertonescas facta super castrum et voltam montisbelli…”. Doveva anche dividere il denaro tra gli uomini di Montebello che probabilmente gestivano il castello per la città di Vicenza.

1311. Ordine degli Scaligeri di abbattere le fortezze vicentine rivolte verso Verona. Ciò non fu fatto; anzi i Veronesi restaurarono il castello.

1413. Ducale di Michele Steno che concede benefici ai Montebellani per la resistenza posta dalla fortezza contro le truppe di Pippo Spano.

1455. Domenico del Rivo è castellano in “roca di montebello” e fa eseguire lavori di riparazione con i soldi di una condanna penale.

1487. Castellano è Francesco del fu Bertoldo da Chioggia, seguito dal figlio Francesco e dal nipote Geronimo.

1514. L’Alviano ordina di bruciare i castelli del Vicentino, tra i quali quello di Montebello, per non dare ripari agli Imperiali.

1570. I Gualdo risultano proprietari del castello. Ci furono trattative a Venezia perchè lo cedessero al Comune di Montebello in cambio di beni alla Gualda. Lo scambio non si concretizzò.
1597. La Comunità di Montebello acquista il castello per 165 ducati. È in precarie condizioni.

1676. Il castello risulta venduto dalla Comunità a Francesco Viviani per 350 ducati. C’è la guerra di Morea e Venezia ha ordinato la vendita dei “beni comuni”. Furono così ceduti anche 127 campi, oltre al castello, dei 254 posseduti dalla comunità.

Successivamente, per eredità matrimoniale, il castello passa ai Conforti che ne rimasero in possesso fino ai giorni nostri.